La genetica dei colori nell’australian shepherd

Parlare di genetica dei colori nell’australian shepherd spesso può spaventare, ma il discorso è più semplice di quanto si possa immaginare.

Applicando le leggi di Mendel (qui potete farvi una cultura se volete http://it.wikipedia.org/wiki/Gregor_Mendel) si riesce velocemente a capire che colori usciranno da determinati accoppiamenti. Preciso che io non sono un genetista e mi scuso fin da ora se dovessi usare termini sbagliati. Preciso anche che certi concetti riportati di seguito andrebbero approfonditi, ma per semplicità e comodità li dovremo prendere come “dati di fatto” e nulla più, altrimenti poi il discorso diventerebbe molto complesso e non è mia intenzione arrivare a tanto.

Partiamo dai colori base nell’Australian Shepherd. Questi sono essenzialmente due e cioè il nero (black) e il rosso (red). Il colore nero è sempre dominante rispetto al colore rosso. Ma come tutti sappiamo, oltre al black e al red, abbiamo anche il merle e per la precisione il blue merle e il red merle. Il merle non è in realtà un colore base, ma una mutazione del colore base, quindi il blue merle è una mutazione del colore nero e il red merle è una mutazione del colore rosso. Da qui intuiamo un altro dato importante e cioè che il blue merle, essendo una mutazione genetica del black, sarà anche lui dominante rispetto al rosso. Per comodità si definiscono però anche i colori merle come colori base.

Abbiamo quindi 4 colori basi come nel disegno sotto:

colori base australian shepherd

Nel disegno abbiamo aggiunto la parola “tricolor” per i colori base, che teoricamente andrebbe aggiunta anche per i merle, perché sempre di 3 colori parliamo. Sappiamo poi però che si possono avere fino a 16 combinazioni di colore come spiegato qui https://www.allevamentoaustralianshepherd.it/i-colori-nellaustralian-shepherd/, ma non complichiamoci la vita e restiamo con i colori base che sono poi quelli riportati nello standard FCI.

Dobbiamo ora tenere presente un altro criterio e cioè il famoso “red factor” e cioè fattore rosso. Cosa è il red facotor? In parole povere, il red factor è un gene recessivo che viene trasmesso dai soggetti red o red merle alla propria prole, è cioè un gene che nel momento in cui si lega con un altro gene recessivo, si manifesterà e diventerà dominante nel soggetto in cui questi 2 geni si sono legati. Per farla ancora più semplice, avremo la nascita di cani rossi o red merle, solo se entrambe i genitori avranno il gene recessivo red, saranno cioè “red factor”. Direi che è scontato che i soggetti red e red merle siano tutti red factor, quindi le variabili per i soggetti red rimangono 2, mentre per i soggetti black sono 4 (cioè black tricolor con e senza red factor e blue merle con e senza red factor – non dimentichiamoci che i blue merle sono sempre da considerare neri!).

Proviamo a dare ora degli acronimi per semplificare i prossimi ragionamenti.

Partiamo dai 2 colori base:

  • Il Black che è dominante lo chiameremo B maiuscolo
  • Il red che è recessivo lo chiameremo r minuscolo

Abbiamo poi le varianti tra colore solido e colore merle:

  • Il solido lo chiameremo mm
  • Il merle lo chiameremo Mm

Per completezza dovremmo inserire anche la variabile MM, che rappresenterebbe i double merle, cioè soggetti che possono nascere da accoppiamenti di due cani con colorazione merle, ma, visto che è eticamente sbagliato effettuare questo tipo di accoppiamento per i gravi problemi di salute che potrebbero avere i double merle, non teniamo in considerazione in questo scritto tale variabile che tratterò in futuro in un altro articolo.

In base agli acronimi di cui sopra avremo 6 differenti varianti genetiche negli australian shepherd e precisamente:

  1. Black Tricolor: BBmm
  2. Black Tricolor (red factor): Brmm
  3. Blue Merle: BBMm
  4. Blue Merle (red factor): BrMm
  5. Red Tricolor: rrmm
  6. Red Merle: rrMm

In base a quanto sopra, incrociando i risultati, possiamo capire di che colore nasceranno i cuccioli e se saranno o meno red factor. Di seguito un veloce esempio fatto con Excel, ma potete anche usare un normale foglio di carta:

schema colori australian shepherd

Non vi preoccupate, non vi lascio impazzire a fare una cosa del genere e quindi ho preparato per voi un bel disegno per capire subito che cosa darà al mondo la vostra Aussie o capire se il vostro cane è o meno red factor. Ecco il disegno:

combinazioni colori australian shepherd

Naturalmente quanto sopra è una tabella che si trova anche in altri siti, sia italiani o esteri, ma, non me ne vogliano gli autori, spesso sono incomplete, di difficile comprensione o contengono degli errori nei calcoli delle percentuali. Mi sono quindi preso la briga di ridisegnarla in modo più chiaro, credo anche accattivante, e ho sistemato le lacune che c’erano nelle altre tabelle trovate su altri siti.

Faccio solo un appunto sulla tabella di sopra. Riguardo l’accoppiamento tra un black tricolor e un blue merle, entrambi red factor, noterete che le “stelline rosse” sono un po’ sbiadite, perché questo? Perché in realtà non è certo che tutti i soggetti black tricolor e blue merle nati da questa combinazione siano tutti red factor, ma solo il 75% di questi. Segnalo anche che sempre nella stessa combinazione, possono si nascere tutti e 4 i colori base, ma le percentuali di avere soggetti neri sono triple rispetto a quelli rossi. Si sarebbe dovuto stravolgere il disegno aggiungendo altri disegni di cani per farlo capire meglio, ma spero che questa spiegazione e quanto scritto nelle percentuali renda ugualmente comprensibile la cosa.

Approfondendo il discorso sulle percentuali, spero sia chiaro che si sta parlando di probabilità statistiche, non di certezze matematiche. Non è sicuro al 100% che quanto riportato nel disegno si verifichi poi realmente. La tendenza nell’insieme è sicuramente quella, cioè, se analizzo 100 cucciolate tra un red tricolor e un blue merle red factor quasi sicuramente avremo il 25% dei cuccioli nati in tutte le cucciolate di colore black tricolor, il 25% red tricolor, il 25% blue merle e il 25% red merle. Le percentuali potrebbero variare leggermente, ma al massimo di due, tre punti, non di più. Logicamente se andiamo ad analizzare 1000 cucciolate, lo scostamento tra un colore e l’altro sarà ancora più basso, se ne prendiamo 10.000 ancora meno, se ne prendiamo “infinite”, la percentuale sarà del 25% per ogni colore base. Da qui si capisce che se analizziamo una sola cucciolata con l’accoppiamento appena preso come esempio, potremmo veder nascere anche tutti black tricolor, o tutti blue merle ecc. Ma, in linea di massima, le probabilità che questa accada sono sicuramente basse e come riferimento si deve tener conto delle percentuali riportati nella tabella, ricavate in base alle leggi di Mendel.

Altra domanda che spesso si legge in giro è come sapere se il proprio Australian Shepherd è red factor se figlio di una cucciolata dove non tutti i soggetti neri sono sicuramente red factor? La certezza assoluta te la dà solo un test genetico specifico. In alternativa, se si è certi che ci sono il 50% o più di probabilità che il cane possa essere red factor è farlo accoppiare con un cane red o red merle a seconda se si ha un black tricolor o un blue merle. Oppure si può anche far accoppiare con un black (inteso un nero tricolore o un blue merle) del quale si ha la certezza che sia red factor… ma… occhio, come detto sopra, qui stiamo parlando di statistiche e non di certezze. Può capitare che nonostante i soggetti siano entrambi red factor, non nascano cuccioli red o red merle… quindi la certezza assoluta non la si può avere da una sola cucciolata e magari nemmeno con 2 o 3…. Logicamente se già alla prima cucciolata ci saranno dei soggetti red o red merle, sicuramente il vostro cane è red factor. Sempre statisticamente parlando, ci sono più probabilità di capire se il proprio cane è red factor facendolo accoppiare con un red o un red merle, piuttosto che con un black red factor. Questo discorso vale solo per chi ha il legittimo dubbio, cioè se c’è la possibilità che il gene recessivo red sia stato trasmesso nella cucciolata e questo lo si evince semplicemente dalla lettura del pedigree, come sempre dalla lettura di questo si può evincere se non è sicuramente red factor.

Sempre dalla tabella delle combinazioni dei colori, si possono ricavare altre curiosità statistiche e vi rimando in questo altro articolo per leggerle: https://www.allevamentoaustralianshepherd.it/divertiamoci-con-la-genetica-quali-sono-i-colori-piu-diffusi-nellaustralian-shepherd/

 Se avete domande potete lasciare un commento di seguito e appena avrò tempo vi risponderò volentieri.

Marco Rosetti

La scelta del cucciolo… una razza a rischio

L’australian Shepherd, conosciuto in Italia anche come Pastore Australiano o Aussie (diminutivo inglese di australiano) è una razza che appertiene al gruppo 1 nella classificazione della FCI (Fédération Cynologique Internationale) e cioè ai cani da pastore e bovari (esclusi bovari svizzeri). E’ quindi un cane selezionato per lavorare a stretto contatto con l’uomo e con gli animali da lui allevati. Il suo scopo principale è la conduzione dei gregge o delle mandrie, dove dimostra abilità pari a quelle di un Border Collie, anche se con differenze nel modo di lavorare. A discapito del suo nome, l’australian shepherd è un cane statunitense e non australiano, è cioè stato creato e selezionato negli stati uniti, dove è tra i cani più diffusi e apprezzati. Non di rado sono utilizzati nei “pet-film” americani per bambini, come ad esempio il recente “Sansone” dove la bellissima Milly, un pastore australiano, è la protagonista canina del film.

La scelta del cucciolo… una razza a rischio
Una scena del film “Sansone”Australian shepherd la scelta del cucciolo

Non di rado poi i pastori australiani sono protagonisti in pubblicità sia televisive che cartacee e spesso usati nei packaging di crocchette o prodotti per cani.

In Italia la razza sta prendendo piede solo in questi ultimi anni. Se nel 2009 erano appena 409 gli australian shepherd registrati all’Enci, nel 2010 salgono a 793 fino a contarne 1183 nel 2013, 1482 nel 2014 e 1549 nel 2015. Un incremento quindi importante e non indifferente, a dimostrazione che questa razza è molto interessante caratterialmente, nonchè incredibilmente poliedrica. Il lato negativo sta però nell’enorme diffusione di tanti improvvisati allevatori che riproducono senza i dovuti controlli e la dovuta selezione. Ormai si trovano cuccioli a partire dai 200 euro in su e questo è un male! Un enorme male per la razza, perché non c’è selezione, non ci sono controlli sulla salute e sono sempre più i soggetti malati messi in circolazione. Soggetti che possono avere problemi alla vista o all’udito, di displasia e peggio ancora di epilessia. Gestire poi cani con certe problematiche diventa molto impegnativo e non tutti sono poi disposti a dedicare il tempo necessario per far si che il cane conduca ugualmente una discreta esistenza. Vale quindi la pena provare a risparmiare a tutti i costi per dare linfa vitale a persone senza scrupoli che mettono al mondo soggetti solo per puro guadagno? No, assolutamente no! Si può essere fortunati e prendere un bellissimo cane e in perfetta salute… ma al contempo essere totalmente sfortunati e spendere cifre altissime per farlo poi curare (una protesi all’anca arriva a costare oltre i 4000 euro!), nonché dovergli dedicare molte più attenzioni. Spesso, se non quasi sempre, chi vende cuccioli a poco prezzo,  figli di soggetti non controllati, non rilascia pedigree e questo significa, legalmente parlando, non avere un cane di razza, ma un semplice meticcio! Cosa ancora più triste è che nell’eventualità di problematiche importanti, il sedicente allevatore scompare nel nulla, senza dare la minima assistenza o contribuire alle spese per aiutare il cane malato. Un bravo allevatore, invece, sarà sempre disponibile, darà sempre un contributo e tutta la sua professionalità sarà a disposizione dello sfortunato padrone. Come scritto altrove, un bravo allevatore non ti darà mai la garanzia al 100% che il suo cucciolo non avrà mai problemi, perché stiamo parlando di essere viventi, non di oggetti qualsiasi, ma ti garantisce una bassissima probabilità di venderti un cane displasico, affetto da patologie alla vista o epilettico. Quindi, prima di acquistare un cucciolo, è fondamentale essere al corrente di cosa richiedere all’allevatore e nello specifico vanno richiesti i seguenti documenti per entrambe i genitori:

  • Lastre per displasia anche e gomiti certificate ENCI
  • Test DNA per HSF4, CEA e PRA
  • Visita SOVI agli occhi non più vecchia di 12 mesi
  • Pedigree di entrambe i genitori

Per quanto riguarda il cucciolo, invece, va richiesto quanto segue:

  • Vaccinazioni (almeno la prima è a carico dell’allevatore)
  • Sverminazioni (almeno un paio durante i primi 2 mesi)
  • Libretto sanitario
  • Certificato di prima visita oculistica SOVI che deve avvenire entro i 60 giorni di vita.
  • Microcip
  • Pedigree (che verrà consegnato poi direttamente dall’Enci al nuovo proprietario)

Quanto sopra ha un costo per l’allevatore e quindi è per questo motivo che un cane non controllato e con genitori non controllati, può essere venduto a molto meno!

Altra cosa molto importante… NON E’ VERO CHE IL PEDIGREE FA SALIRE IL PREZZO! Il pedigree costa intorno ai 30 euro, non è quindi questo che va ad incidere sui costi! Se chi vi vende il cane vi tira fuori questa fandonia… SCAPPATE DI CORSA!! I costi, oltre a quelli che si sostengono per i vari test, lastre e visite varie (da calcolare anche i vari spostamenti in auto…) derivano anche dai costi di monta. Un buon maschio per la riproduzione, difficilmente costerà meno di mille euro per farlo accoppiare con una femmina. Maschi campioni e molto apprezzati, hanno prezzi anche molto più alti. Altro aspetto è il tempo, nonché le cure e il cibo. Un bravo allevatore dedica moltissimo tempo alla cucciolata cercando di seguire ogni singolo cucciolo fin dalla nascita. L’igiene è anche fondamentale, quindi pulizia quasi quotidiana della sala parto o del luogo dove i cuccioli cresceranno. Il mangime di prima qualità ha sicuramente un costo più elevato. Tutto questo incide sul prezzo, ma non può che contribuire ad una migliore crescita dei cuccioli. Anche il contatto umano, ad esempio, è fondamentale per far si che il cucciolo cresca in modo corretto. Cuccioli che crescono soli in un fienile avranno molte più difficoltà ad integrarsi in una nuova famiglia e risulteranno spesso molto più timorosi a qualsiasi rumore e questo richiederà più tempo e pazienza, nonché più rischi che il cane non venga un cane equilibrato e di facile gestione.

Quanto sopra è il minimo che bisogna sapere per prendere un cucciolo sano. Se poi si cerca un cucciolo che morfologicamente rispecchi il più possibile lo standard, allora quanto sopra non basta più… si deve andare oltre. Se si vuole un cane da portare in mostre di bellezza, o semplicemente un cane che sia un cane bellissimo da un punto di vista morfologico, i costi salgono ancora di più. Perché questo? Perché appunto una monta può arrivare a costare anche più di 2000 euro, e salire ancora se il cane scelto si trova all’estero. Perché dietro c’è un lungo studio dei pedigree per capire cosa può portare quell’accoppiamento al miglioramento della razza. Perché dietro ai riproduttori ci sono anche titoli di bellezza conquistati spendendo tantissimi soldi girando per l’Italia o il resto del mondo a fare mostre. Alla fine qui entra in ballo il pedigree vero e proprio del cucciolo. Quando si dice “ha un pedigree di tutto rispetto” (non solo ai cani, ma anche alle persone), significa che quel cane ha discendenti importanti, morfologicamente belli o interessanti, campioni nazionali e internazionali…. Ma anche qui va prestata attenzione. Occhio a chi vi dice “i miei cani sono figli di campioni”… Campioni chi? Quanti campioni? I genitori o i nonni erano campioni? O magari solo i trisnonni? O, come spesso accade… solo uno, al massimo 2 soggetti, di tutto il pedigree sono stati campioni? E poi ancora… campioni di cosa? Campione italiano? Campione americano? O campione di San Marino? Anche i vari titoli hanno il loro peso. Un titolo di campione italiano è molto, ma molto più difficile da ottenere di un titolo di San Marino. Questo sono aspetti da tenere in conto se si cerca un soggetto che possa essere un soggetto vincente in expo o cmq un soggetto morfologicamente interessante.

scelta cucciolo australian shepherd

Quindi, ricapitolando le strade da seguire sono essenzialmente 2:

  • Nessun problema ad acquistare un cane da chi magari fa una cucciolata solo “per provare” o perché ha un maschio e una femmina in casa… ma… che vengano rispettati tutti quanti i paletti imposti sopra inerenti la salute, nessuno escluso! Ne manca uno? Rivolgetevi altrove.
  • Si vuole di più? Si vuole un cane qualitativamente di alto livello? Si pensa di fare gare di bellezza? Allora qui ci vuole pazienza, studio e saper riconoscere gli allevatori o appassionati che fanno accoppiamenti mirati e di qualità.

Un discorso a parte va fatto, a mio avviso, per chi alleva e seleziona cani da lavoro, quindi cani per la condotta del gregge o delle mandrie. In Italia sono pochi coloro che lo fanno, ma ci sono e quei pochi che ci sono, a mio avviso, sono anche molto bravi. Qui la cosa da guardare è essenzialmente l’istinto al lavoro del cane e non tanto il fattore estetico e morfologico. Il cane da lavoro può differire molto dall’australian shepherd che comunemente incontriamo per strada o in mostre di bellezza. Questo non significa che sono cani fuori standard, ma semplicemente cani che vengono selezionati, appunto, più per le loro caratteristiche lavorative che di bellezza morfologica. Anche qui non va preso il primo allevatore a caso… va cercato accuratamente, va conosciuto, va giudicato dal vivo, o meglio vanno giudicati dal vivo i propri cani. Quindi è bene cercare un contatto prima di prenotare un cucciolo, almeno che la fama dell’allevatore lo precede e quindi si hanno già le dovute garanzie. Un discorso simile va fatto anche per i cani da agility o sport affini. Anche qui sono molto pochi, forse meno anche di quelli che selezionano per il lavoro, allevatori che cercano di affinare le qualità sportive di questa razza, ma ci sono… basta cercarli.

ULTIMO CONSIGLIO, CHE SCRIVO ANCHE IN MAIUSCOLO, COSI’ NON POTETE DIRE DI NON AVERLO LETTO! NON FATEVI MAI PRENDERE DALLA FRETTA! ABBIATE PAZIENZA! NON INNAMORATEVI DELLA PRIMA FOTO DI CUCCIOLO CHE VEDETE (TUTTI I CUCCIOLI SONO BELLI)! NON FATEVI CONDIZIONARE DAL COLORE O DAGLI OCCHI AZZURRI DEL CANE! La fretta è spesso cattiva consigliera! Un cane sarà con voi tanti, tantissimi anni…. prenderlo subito o prenderlo dopo un 1 mese, 6 mesi o un anno, non fa nessunissima differenza! Sarete voi, nel 99% dei casi a vedere morire, purtroppo, il vostro cane, e non viceversa. Quindi attendere il cucciolo più adatto a voi non significa dover rinunciare a qualcosa o a passare più o meno tempo con lui. Passerete con il vostro cane lo stesso identico tempo se lo acquisterete dopo un giorno che vi è venuta la voglia di avere un cane o se lo acquisterete dopo un anno da questa voglia irrefrenabile! Un cucciolo non è per sempre, ricordate anche questo! Un cane adulto è per sempre… ed è con questo che vi dovrete relazionare per quasi tutta la sua intera esistenza. Sarò retorico, lo so, ma prima di comprare un cane, pensateci bene… ;-)

La scelta del cucciolo… una razza a rischio

Dimensioni e peso Australian Shepherd

Spesso ci si chiede se il proprio australian shepherd sia corretto nelle dimensioni e nel peso e spesso si ha la paura che il proprio esemplare sia fuori standard. Proviamo a fare un po’ di chiarezza sull’argomento. Dimensioni e peso Australian Shepherd

Partiamo dallo standard di razza che trovate qui https://www.allevamentoaustralianshepherd.it/standard-australian-shepherd-pastore-australiano/ e vediamo cosa dice al riguardo:

TAGLIA:

L’Altezza preferita per i maschi: 51 – 58 cm.

L’Altezza preferita per le femmine 46 – 53 cm

La qualità non deve essere sacrificata alla taglia

peso australian shepherd

Notiamo subito due cose. La prima è che non si fa nessun riferimento al peso e la seconda è che le altezze riportate sono “preferite”. Cosa significa questo? Significa quello che viene detto alla fine e cioè che “la qualità non deve essere sacrificata alla taglia”. Cercando di spiegare meglio questo concetto dobbiamo fare dei ragionamenti un po’ più a ritroso, fino ad arrivare al giorno in cui gli americani si sono messi a tavolino e hanno scritto lo standard di razza. Leggendo lo standard la sensazione che si ha è quella di uno standard molto superficiale, che usa termini molto interpretabili come “moderato”, oppure “leggermente” o appunto “preferibile” come abbiamo appena visto per la taglia. Perché questo? Come mai non ci sono dei paletti precisi come in altri standard di altre razze? Perché questa “flessibilità” nello standard del pastore australiano? Beh, la risposta esatta penso l’abbia data un mio amico, anche lui appassionato della razza che mi ha fatto osservare come siano, soprattutto in passato, molte le differenze tra i vari soggetti di australian shepherd. Anche oggi queste differenze sono ben evidenti e possiamo trovare soggetti estremamente leggeri e di piccole dimensioni rispetto ad altri molto più grandi e pesanti. Nelle linee da show (che sono quelle che più comunemente conosciamo) si possono trovare notevoli differenze rispetto alle linee da lavoro e al contempo in entrambe i casi si possono trovare enormi differenziazioni al loro interno, non solo di altezze, peso o ossatura, ma anche di pelo (tipologia e lunghezza), variazione dei colori base, morfologiche e quant’altro. Da qui si deduce che all’epoca mettere dei “paletti” rigidi nello standard avrebbe potuto escludere dalla riproduzione ottimi soggetti da lavoro ed ecco spiegato il perché di questa “flessibilità” dello standard di razza. C’è da tenere presente, inoltre, che parliamo di una razza relativamente giovane e di uno standard praticamente redatto solo nel 1976 e se andiamo più a ritroso, solo nel 1957 viene fondata l’ASCA (Australian Shepherd Club of America). Possiamo quindi immaginare che in questi 20 anni in cui non esisteva ancora uno standard internazionale come diverse potevano essere le logiche di selezione dei vari allevatori e da qui dedurre come tante potevano essere le differenze morfologiche tra le varie linee di sangue. All’epoca, inoltre, non era così semplice e scontato far accoppiare 2 cani distanti centinaia se non migliaia di kilometri e quindi gli accoppiamenti avvenivano prettamente “in casa” e questo non ha fatto altro che fissare certe caratteristiche morfologiche, oltre che attitudinali, per ogni singola linea di sangue. Considerato che non stiamo parlando di 150 anni fa, ma di nemmeno 50 anni fa, va da se che tali caratteristiche morfologiche ancora oggi abbiano, come logica vuole, una certa variabilità, con l’aggiunta oggigiorno, di marcate differenze tra gli aussies da lavoro veri e propri e gli attuali aussies che io definisco “moderni” e che hanno seguito una selezione prettamente estetica, quindi peli più lunghi, teste più grandi con stop più marcati e anche dimensioni più grandi. Preciso che comunque non è ancora, per fortuna, una regola questa, cioè il cane “grande” non è cmq la norma e anche negli aussies moderni i cani di peso corretto sono sicuramente la maggioranza. Probabilmente non tutti condivideranno questa ipotese, ma io la ritengo al momento la più logica, ma sono ben felice di ascoltare altre spiegazioni.
 
Torniamo al nostro obiettivo e cioè capire dal peso e dalle dimensioni del nostro cane se abbiamo o no un cane in standard. Premetto che parliamo di cani con pedigree, se non si è in possesso del pedigree non si ha un pastore australiano, ma un meticcio (questo lo dice la legge, non io) e sarebbe anche impossibile capire il perché di un cane eventualmente troppo alto, basso o troppo pesante o leggero,  non sapendo chi sono i genitori, i nonni ecc. ecc.. In base al discorso fatto precedentemente si potrebbe dire che qualsiasi pastore australiano dotato di pedigree e che non ha difetti eliminatori, a prescindere dal peso e dalle dimensioni, rientra nello standard. Per un certo senso è vero… difficilmente si potrà dire che il cane è “fuori standard” o essere addirittura squalificato in una mostra di bellezza, se di dimensioni e peso elevati o viceversa (cioè piccolo e leggero). Però proviamo a fare un’analisi più approfondita e sempre lo standard ci dice che il pastore australiano è “…di media costruzione e ossatura…” e naturalmente indica, come fatto presente ad inizio articolo, delle misure preferibili per quanto riguarda l’altezza. Quindi delle indicazioni, seppur sempre molto interpretabile, le abbiamo, come fondamentale è poi il discorso che “la qualità non deve essere sacrificata alla taglia”! C’è poi da tenere in conto anche un’altra parte dello standard riferita ai difetti dove dice “Qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerato difetto e la severità con cui questo difetto sarà penalizzato deve essere proporzionata alla sua gravità e agli effetti sulla salute e il benessere del cane.” . E’ quindi palese che avere un cane più alto di 5 cm rispetto al massimo preferibile o più basso di 5 cm rispetto al minimo preferibile, comporta un difetto grave, anche se non passibile di squalifica. Va da sé che lo stesso ragionamento va fatto di fronte ad un cane con ossatura grande e pesante.
 
Proviamo a dare un range di peso ottimale, anche se è veramente complicato darlo… ma anche io sarò molto elastico, così risolvo il problema ;-). A mio avviso una femmina può variare come peso dai 13 kg fino ai 25, mentre un maschio può variare dai 17 fino ai 32 kg. Per quanto riguarda invece le altezze, sempre secondo il mio parere, una tolleranza di 3 cm sia in eccesso che in difetto ci può stare se ci troviamo di fronte ad un cane ben proporzionato. Oltre è davvero complicato esprimersi e sinceramente non mi metterei al posto di un giudice che dovesse valutare un maschio alto 61 o anche più al garrese… soprattutto se davanti ha un bell’esemplare ottimamente proporzionato. Mì immagino le ire di diversi allevatori se dovessero assistere alla vittoria di un cane così alto….
 
In conclusione, parlare di peso in un australian shepherd è quasi un terno al lotto. Io ho provato a mettere dei paletti, ma il mio è solo un modo di vedere e valutare un pastore australiano che può differire da quello di un altro, perché appunto lo standard su questo argomento lo permette. Di una cosa però si può essere certi e lo ribadisco nuovamente: in linea teorica, se si è in possesso di un cane con pedigree che non presenta difetti eliminatori come mancanza di testicoli, bianco sul corpo ecc, non risulterà fuori standard e verrà comunque sempre valutato da un giudice nel bene o nel male.